HELMUT NEWTON al PAN

Il Grande Fotografo Helmut Newton in mostra al PAN di Napoli

Al PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli di via dei Mille, fino al 18 giugno 2017 un’importante mostra

sul grande fotografo Helmut Newton dal titolo

“Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”.

Pan | Palazzo delle Arti Napoli

Indirizzo: Via dei Mille, 60, 80121 Napoli
9:30-19:30
martedì Chiuso

Prezzo biglietto: Intero € 11,00 (con audioguida) –   www.mostranewton.it

museo di capodimonte

Picasso torna a Napoli: la mostra Parade

a Capodimonte e a Pompei

Cento anni fa Picasso e Jean Cocteau arrivano in Campania per lavorare con i Balletti Russi a “Parade”.

Un viaggio che oggi viene ricordato con una mostra-evento in due sedi:

la Reggia di Capodimonte, dove arriva l’opera più grande di Picasso, il Sipario per Parade,

e L’Antiquarium di Pompei dove vanno in scena i costumi da lui disegnati per il balletto.

www.museodicapodimonte.it

da visitare: PLART, il museo della plastica

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L’attività museale ruota attorno a una delle più importanti collezioni di plastiche storiche del mondo.

Situato nel centro di Napoli in un antico palazzo nobiliare, si snoda su una superficie di 1000 mq

che ospita le opere collezionate da Maria Pia Incutti nel corso della sua vita.

Opere d’arte contemporanea dialogano con i prototipi in schiuma poliuretanica prodotti negli anni sessanta

da Gufram che occhieggiano, a loro volta, agli oggetti in bakelite e gommalacca esposti in un sinuoso elemento in corian nero.

Un universo di materiali e forme che documenta la storia della plastica, dalle loro origini alla nostra contemporaneità:

da quelle derivate dal petrolio a quelle biocompatibili più attuali.

Una sorta di wunderkammer dedicata alle meraviglie della ricerca scientifica e

della creatività applicata ad un mondo in evoluzione sulla ricerca

di una materia nuova: la plastica.

Orario di apertura

dal martedì al venerdì

ore 10.00 – 13.00

ore 15.00 – 18.00

il sabato 

ore 10.00 – 13.00

Via G. Martucci, 48 / 80121 NAPOLI
T. 081 195 65 703

info@plart.it

mostre in corso- gennaio 2017

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Nel cuore storico di Napoli, i tre piani dell’ottocentesco Palazzo Donnaregina ospitano il Madre

— museo d’arte contemporanea Donnaregina: 7200 mq di spazi espositivi,

con installazioni site-specific, opere della collezione ed esposizioni temporanee

MADRE NAPOLI

Via Settembrini 79, 80139 Napoli
info@madrenapoli.it
T +39 081 193 13 016

GIAN MARIA TOSATTI. SETTE STAGIONI DELLO SPIRITO

a cura di Eugenio Viola

Project room (piano terra) e secondo piano

opening: venerdì 16 dicembre 2016, ore 19.00

DAL 17 DICEMBRE AL 20 MARZO

ORARI

DAL 17.12.2016 AL 20.03.2017

Lunedì / Sabato
10.00 – 19.30
Domenica
10.00 – 20.00

Martedì chiusoAcquista biglietto

mi rifiuto di

14725646_10207228264481656_1549127663648214910_n15168933_612485378938046_6791463946635221126_o“Mi rifiuto di”, è il titolo del primo libro di Sabrina Vitiello, edito da Marchese Editore,

presentato in anteprima il 15 ottobre  nell’ambito della manifestazione “Porte aperte al PLART”,

 presso la fondazione PLART in occasione della giornata del contemporaneo promossa da AMACI.

Con l’autrice hanno discusso Sergio Fedele dell’associazione “Napoli Punto e a Capo”, Marco Lombardi, giornalista de Il Messaggero, il critico d’arte Marco Petroni e Francesco Iacotucci, Presidente dell’ Asia Napoli Spa

“Mi Rifiuto di” è il primo romanzo di Sabrina Vitiello

Mi rifiuto di - Copertina di Mary Cinque

Mi rifiuto di – Copertina di Mary Cinque

L’autrice è molto legata ai valori dell’eco-sostenibilità,  e in questa sua opera decide di parlarne raccontando la vita di Francesca, un giovane ingegnere che si ritrova a Napoli, sua città natale lasciata anni prima per lavoro, per affrontare l’emergenza rifiuti.

Francesca, costantemente in bilico fra autobiografismo e fiction, è uno specchio in cui ogni cittadino può riflettersi.

L’immagine che viene restituita non è però così scontata come ci si potrebbe aspettare.

Il senso profondo del libro, la capacità di “uscire dalla pagina” per trasporsi nella vita reale è rappresentato anche attraverso Home&More,

progetto più ampio che ha come mission la sensibilizzazione al concetto di eco-sostenibilità  come stile di vita quotidiano.

14670901_1664632140516677_2756669617831692601_nDa segnalare anche la copertina dell’artista Mary Cinque.

say no to trash n.5

say no to trash n.5

5 fotografi: Alessia Della Ragione/ Francesco Nappo/ Nicolas Pascarel/

Corrado Pastore / Gigi Viglione.

Home & more fino al 29 gennaio 2017

via santa brigida 72.

(su appuntamento)

Anche il rifiuto ha il suo inconscio.

Come la fotografia che lo ritrae: lo scatto comunica, oltre l’immagine.

E l’artista si lascia usare dalla fotografia, eh sì, teoria indigesta al milieu fotografico, come

scrive Franco Vaccari nel suo saggio “ Fotografia e inconscio tecnologico”.

 

Senza lasciarsi travolgere dalle tempeste culturali degli anni 60,

o dal precedente concetto di inconscio ottico in Benjamin,

o l’object trouvè di Duchamp spesso la fotografia mette

in forma quanto il fotografo-autore non ha visto,al quale (ma senza viverla come diminutio)

si apre il concetto ampio della filosofia delle immagini.

E l’autore unisce nello scatto se stesso, la strutturazione tecnologica e culturale dell’immagine,

l’autosufficienza dell’immagine stessa: ed ecco “l’altro paesaggio”,  rappresentato dal territorio abbandonato,

dall’oggetto consumato, che è vivo e comunica con energia il suo essere protagonista.

 

Say no to trash n.5 coinvolge 5 artisti fotografi che elevano a primo attore il rifiuto,

seguito da un Imperativo: cambiare il modo di consumare e il modello di desiderio,

ovvero orientare i nostri

desideri verso ciò che cura la Terra e non verso ciò che la distrugge.

E il messaggio viene colto con chiarezza in ognuna delle fotografie della collettiva.

 

Say yes to zero waste, dunque.

 

il rischio dei posticipi ( e degli anticipi)

INDAFFARATI
Un atto di fiducia verso le nuove generazioni
Conversazione con Filippo La Porta

Primo incontro della rassegna letteraria
IL RISCHIO DEI POSTICIPI (E DEGLI ANTICIPI)
curata da Nando Vitali, Maria Rosaria Vado,
Carlo Ziviello, Davide D’Urso, Sabrina Vitiello


Parte martedì 19 aprile alle ore 17,30  il primo incontro della rassegna letteraria

IL RISCHIO DEI POSTICIPI (E DEGLI ANTICIPI)
Il critico letterario Filippo La Porta converserà con lo scrittore Nando Vitali sul tema: Gli indaffarati.

Un atto di fiducia verso le nuove generazioni.

Nella mutazione in atto non solo le nuove generazioni ma ciascuno di noi è continuamente “indaffarato”,

intento a inviare o decifrare ansiosamente un messaggio, a dialogare e informarsi, a connettersi full time,

a verificare una notizia, a cercare un riscontro, a controllare una citazione.

Da un lato rischia così di perdere la fondamentale esperienza della solitudine e dell’ozio contemplativo

(la sua stessa libertà ne viene limitata: non è più “libero” di annoiarsi o perfino di dimenticare qualcosa…),

subisce ritmi imposti dall’esterno diventando un “forzato” della comunicazione,

si disperde in un caleidoscopio di identità provvisorie, è sempre altrove.
Però dall’altro si mostra “indaffarato” anche perché impegnato nel fare concreto,

nello scambiare e nel condividere, nel collaborare e nel cooperare,

nel mettere in pratica le proprie idee, nel tradurre le parole in stili di vita.


Filippo La Porta (Roma, 1952) collabora a quotidiani e riviste,

tra cui il Domenicale del “Sole 24 Ore”, “Il Messaggero”, “Espresso”, “XL” di “La Repubblica”,

“Left”, “ACHAB scritture solide in transito”.
Ha pubblicato, tra gli altri, i volumi: La nuova narrativa italiana (Bollati Boringhieri, 1995),

Maestri irregolari (Bollati Boringhieri, 2007),

Dizionario della critica militante (firmato insieme a Giuseppe Leonelli, Bompiani, 2007),

È un problema tuo (Gaffi, 2009), Meno letteratura, per favore! (Bollati Boringhieri, 2010),

Un’idea dell’Italia. L’attualità nazionale dei libri (Aragno, 2012). Il suo ultimo libro, pubblicato per Laterza nel 2014, è Roma è una bugia.

 

say no to trash n.4

 

“Cult-” di Mary Cinque nasce dall’unione di due “racconti pittorici” affini, il racconto “dei luoghi” e quello “delle cose”.

Il titolo della mostra richiama la comune radice che i termini coltura e cultura hanno,

mettendo in evidenza il forte legame che unisce i due concetti.

Luoghi e oggetti sono rispettivamente il contenitore e il contenuto dentro e intorno a cui l’uomo vive,

con cui interagisce e su cui opera modificandoli continuamente entrambi.

Il rispetto per l’ambiente così come la sua capacità di creare cose sono entrambi espressione di civiltà,

ed alla base dell’individuazione della necessità di armonia fra i nostri bisogni e il mondo che ci circonda c’è appunto la cultura.

I lavori della serie “Oleum” si ispirano al Mediterraneo e alla capacità evocativa che la sua vegetazione,

la luce, gli odori e i suoni ha sui popoli che nascono e vivono quei luoghi.

E’ facile riconoscere sui fogli di carta forno grezza e carta riciclata di cioccolatini, tracciati con smalto nero,

l’odoroso mirto, il perseverante lentisco e le nodose radici di ulivi secolari.

 

 

 

Forme comuni a luoghi geograficamente anche molto lontani fra loro ci  ricordano che anche noi siamo,

come gli ulivi e i suoi frutti, nati dalla terra, grazie alla forza della natura.

Il messaggio è semplice e complesso allo stesso tempo: veniamo dalla terra

e per questo dobbiamo occuparcene, come fa l’arte con tutto ciò che incontra.

Dai luoghi si passa agli oggetti: dalle delicate linee degli Oleum si passa alla serie Display.

12 piccole tele ritraggono oggetti e prodotti di uso quotidiano, piccoli capolavori di design a cui le aziende produttive

dedicano, in gran parte dei casi, anche una particolare etica del ciclo produttivo.

Un omaggio all’ingegno umano, soprattutto quando è in grado di fondere bellezza

e attenzione per l’ambiente, la salute, la tradizione.

say no trash n.4, a cura di Chiara Reale

 

say no to trash n.2

say no to trash n.2 -Salvatore Falco

La moda gioca con il riciclo. Gli abiti e gli accessori firmati da Salvatore Falco

offrono una sfida sospesa tra creatività e spirito green.

Una collezione creata interamente con tessuti e materiali di riciclo: tende,

fodere di divani, vecchie tappezzerie e t-shirt ormai fuori moda.

Per sensibilizzare a diventare “proprietari” e non “consumatori” dei propri abiti

e quindi reinventarli, senza buttarli una volta dismessi, in modo da perpetuare il

rapporto con le proprie cose.

say no to trash n.3

Stefania Raimondi indaga il concetto di “recupero” in un’accezione

che supera il materiale per arrivare all’espressività artistica

che esula dal mondo delle mode e dalle tendenze e

pone l’attenzione sul reale valore del fare arte che è universale, fuori dal tempo,

lontano dal concetto di “arte usa e getta”.

Su legni e cartoni, rigorosamente riciclati, prendono forma in calce, carboncino e olio

corpi di uomini e donne che sembrano appartenere

indissolubilmente alla natura del materiale stesso,

come se fossero stati lì solo ad aspettare che l’artista li riportasse alla luce.

In linea con il progetto, say no to trashn.3 ,a cura di Chiara Reale.